Socio SICPRE | SocietÓ Italiana Chirurgia Plastica Ricostruttiva Estetica

CHIRURGIA PLASTICA | CHIRURGIA ESTETICA | MEDICINA ESTETICA

 
Chirurgo Plastico ed Estetico Dott.ssa Stefania Garbin
 
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MASTOPLASTICA ADDITIVA

 
L'intervento di Mastoplastica Additiva (modellamento del seno) viene praticato per aumentare la dimensione del seno.

La misura del seno viene decisa con la paziente, nel rispetto dell'intera struttura costituzionale.

La mastoplastica additiva è ancora oggi uno degli interventi più richiesto dalle donne.
 
CHE COSA E' LA MASTOPLASTICA ADDITIVA?
chirurgia estetica
La mastoplastica additiva, più comunemente nota come chirurgia di aumento del volume del seno, è uno degli interventi maggiormente richiesti in chirurgia estetica.

La mastoplastica additiva consente di modificare la forma e le dimensioni di un seno troppo piccolo o di correggere un'asimmetria mammaria migliorando l'armonia del corpo e il proprio senso di autostima.
 
PER CHI E' INDICATO QUESTO TIPO DI INTERVENTO?
chirurgia estetica
L'intervento di mastoplastica additiva è indicato per le donne che desiderano:
   
Rendere più proporzionato e voluminoso il proprio seno rispetto al corpo.
Ridare forma e volume ad un seno che si è sciupato con la gravidanza e l' allattamento.
Correggere un'asimmetria mammaria, cioè migliorare una differenza di volume tra le due mammelle.
 
VALORIZZARE IL SENO CON UN INTERVENTO DI MASTOPLASTICA ADDITIVA
 
COME SI SVOLGE L'ATTIVITA PRE-OPERATORIA?
chirurgia estetica
La mastoplastica additiva è un intervento molto personalizzato che, come tale, necessita di un'accurata visita specialistica.

Durante la prima visita il chirurgo dovrà valutare la forma e le dimensioni del seno, dell'areola e del capezzolo e illustrarvi le possibili modificazioni di forma e di volume che la più moderna tecnica chirurgica mette a disposizione per il vostro caso.

Il chirurgo dovrà inoltre valutare il vostro stato di salute per escludere la presenza di alterazioni (quali pressione alta, problemi di coagulazione o di cicatrizzazione) che potrebbero influire sul risultato finale dell' intervento.

Al termine della visita il chirurgo, d'accordo con Voi, sceglierà la tipologia di protesi da utilizzare, la via di accesso più indicata (periareolare, dal solco sottomammario o dalla via ascellare) e il posizionamento corretto dell' impianto (sottoghiandolare, dual plane o sottomuscolare).
 
QUALE TIPO DI PROTESI VENGONO USATE?
chirurgia estetica
Le protesi utilizzate nella chirurgia di aumento del seno (mastoplastica additiva) sono costituite da un involucro esterno di silicone e da un contenuto interno che può essere di gel di silicone o di soluzione fisiologica.

A seconda della forma del seno che il chirurgo plastico vuole ottenere si può scegliere una protesi rotonda oppure una protesi con profilo anatomico o a goccia.

Esternamente, le protesi mammarie possono essere a superficie liscia oppure a superficie rugosa (testurizzate).

Le protesi a superficie liscia hanno un rivestimento leggermente più morbido ed è meno probabile che vengano percepite al tatto, anche se posizionate sotto la ghiandola mammaria. Sono quasi in disuso

Le protesi testurizzate sono invece un po' più rigide ma oggi più utilizzate delle lisce perché danno minore "rigetto" (cosiddetta contrattura capsulare) una volta inserite nella regione mammaria.
 
LE PROTESI AL SENO POSSONO PROVOCARE MALATTIE?
chirurgia estetica
L'impianto di protesi mammarie non provoca né aumenta l'incidenza di tumore al seno, di malattie autoimmuni o di malattie del tessuto connettivo. Anzi, è stata recentemente dimostrata una minore incidenza di tumore mammario in donne portatrici di protesi mammarie.
 
LE PROTESI DEVONO ESSERE SOSTITUITE DOPO ALCUNI ANNI?
chirurgia estetica
La maggior parte delle case produttrici garantiscono le protesi mammarie per circa dieci anni, dopodichè consigliano la loro sostituzione per evitare eventuali deformazioni o sgonfiamenti delle protesi dovuti all' uso prolungato delle stesse.

La sostituzione delle protesi può essere una questione di scelta personale (nel caso si voglia cambiare il tipo o la dimensione della protesi) o una necessità dovuta all' insorgere di complicanze (es. contrattura capsulare) e può avvenire a distanza di pochi anni o dopo 10-20 anni dall' intervento chirurgico.
 
ESITONO LIMITI DI ETA' PER SOTOPORSI ALLA MASTOPLASTICA ADDITIVA?
chirurgia estetica
Non esistono limiti di età per sottoporsi a questo tipo di intervento, ma è preferibile attendere il completo sviluppo del seno che avviene generalmente intorno alla maggiore età. E' consigliabile comunque eseguire controlli ecografici al seno.
 
QUALI ALTRI INTERVENTI POSSONO ESSERE ESEGUITI INSIEME ALLA MASTOPLASTICA ADDITIVA?
chirurgia estetica
La mastoplastica additiva può essere eseguita da sola o in associazione ad altre tecniche chirurgiche quali la mastopessi, l'addominoplastica, la liposuzione o altri interventi di chirurgia estetica.
 
QUALI SONO I RISCHI E LE COMPLICANZE DI QUESTO TIPO DI INTERVENTO?
chirurgia estetica
La chirurgia di aumento del seno è una procedura chirurgica abbastanza semplice che dà in genere ottimi risultati, di grande soddisfazione sia per la paziente che per il chirurgo che la esegue.

Una possibile complicanza della mastoplastica additiva è la cosiddetta contrattura capsulare che deriva dalla reazione dell'organismo all'introduzione di un corpo estraneo. La contrattura capsulare consiste nella formazione di una cicatrice interna (o "capsula") tutto intorno alla protesi che può, col tempo, provocare dolore e compromettere il risultato estetico dell'intervento.

Raramente si possono verificare infezione, ematoma, ipersensibilità o iposensibilità dell'areola o del capezzolo, dislocazione della protesi o formazione di pliche cutanee intorno all'impianto.

Per ridurre i rischi di complicanze è comunque fondamentale seguire esattamente i consigli e le istruzioni che vi darà il chirurgo prima e dopo l'intervento.
 
DOVE VENGONO FATTE LE INCISIONI E DOVE VENGONO POSIZIONATE LE PROTESI?
chirurgia estetica
Le vie di accesso maggiormente utilizzate nella chirurgia di aumento del seno sono dall'areola, dal solco sottomammario oppure dalla regione ascellare.

Le incisioni sono poco visibili in quanto rimangono nascoste, rispettivamente, lungo il contorno dell'areola o nelle pieghe cutanee dell'ascella o della mammella.

Le protesi mammarie possono essere posizionate al di sotto del muscolo grande pettorale oppure al di sotto della ghiandola mammaria.

Il posizionamento della protesi al di sotto del muscolo grande pettorale generalmente permette di ottenere un risultato estetico migliore, più naturale e più duraturo riducendo inoltre il rischio di contrattura capsulare che si potrebbe verificare in conseguenza dell'impianto di una protesi mammaria.
 
E' VERO CHE LE PROTESI MAMMARIE AUMENTANO IL RISCHIO DI CANCRO?
chirurgia estetica
Nonostante sia stato fatto molto clamore a proposito dell'argomento, studi effettuati in diversi paesi hanno mostrato con chiarezza che le protesi mammarie non aumentano il rischio di tumore della mammella. Come effetto secondario si è visto che, nel caso di tumore mammario, le pazienti portatrici di protesi lo notano generalmente in una fase iniziale e più curabile, e questo probabilmente perchè sono sottoposte a controlli più frequenti rispetto alle altre donne.
 
QUANTO DURANO LE PROTESI MAMMARIE?
chirurgia estetica
Purtroppo non esiste nessun dato sui limiti di durata delle protesi attualmente in uso. Considerati i dati sui modelli precedenti, è possibile supporre conservativamente un valore intorno ai 20 anni, oltre il quale potrebbero andare incontro a rottura ed aver bisogno di sostituzione.
 
COME SONO FATTE LE PROTESI?
chirurgia estetica
Il tipo più comunemente usato in Europa è costituito da un involucro in silicone solido al cui interno si trova altro silicone in forma di gel. L'involucro può essere liscio o rugoso, e di forma circolare o a goccia.
 
ESISTONO PROTESI SENZA SILICONE?
chirurgia estetica
L'involucro delle protesi è sempre realizzato in silicone solido. Il materiale di riempimento può essere sostituito con altri, tra cui la soluzione salina o una miscela di oli vegetali o zuccheri. La soluzione salina viene usata principalmente negli Stati Uniti, mentre gli olii (soprattutto di soia) sono ormai in abbandono dopo una sperimentazione in diversi paesi europei che ha evidenziato risultati piuttosto scadenti nonchè rischi potenziali per la salute delle pazienti. I derivati degli zuccheri sono sostanze fisiologiche ma possono subire cambiamenti volumetrici con il tempo.
 
E' VERO CHE ANDANDO IN AEREO LE PROTESI POSSONO SCOPPIARE?
chirurgia estetica
Si tratta di un'autentica leggenda, dura a morire. Le protesi mammarie possono resistere a forti traumi e manipolazioni, ed in ogni caso nessun aereo per uso civile sottopone i passeggeri a forti sbalzi di pressione.
 
COSA E' LA CONTRATTURA CAPSULARE?
chirurgia estetica
La contrattura capsulare è la formazione di una capsula connettivale intorno alla protesi impiantata, che tende ad indurirsi e, nei casi più gravi, a deformare l'aspetto esterno della mammella ed a causare dolore. La causa della contrattura capsulare è al momento non conosciuta con certezza, e la sua frequenza, nelle mani dei migliori chirurghi, oscilla intorno all' 1-3% delle pazienti. Nei casi più gravi richiede la rimozione della capsula e la sostituzione delle protesi.
 
NOVITA' NELLA MASTOPLASTICA ADDITIVA
 
INSERIMENTO "DUAL PLANE" O SOTTOFASCIALE DEGLI IMPIANTI
chirurgia estetica

La ricerca di nuove soluzioni per ottenere un aumento del seno efficace e naturale è costante.

L'inserimento delle protesi al di sotto della ghiandola mammaria, se la pelle non è abbastanza spessa e la ghiandola non ha una buona consistenza, può rendere visibile la parte superiore della protesi con un risultato poco naturale; per la mastoplastica additiva tradizionale, la magrezza non favorisce quindi un risultato ottimale: l’assenza di un pannicolo adiposo, può facilitare l’effetto "seno finto", per la visibilità dei margini della protesi, oppure per "l’effetto scalino", ovvero il dislivello percepibile fra scollatura ossuta e il profilo sottostante improvvisamente sferico.

In questi casi l'alternativa è stata sinora il classico posizionamento sottomuscolare: l’intervento è più complesso per il chirurgo e richiede una mano molto allenata, ma dà un risultato estremamente naturale: protesi non percepibile, successivi esami senologici facilitati, minore chance di indurimento capsulare, decolleté riempito anche nella parte superiore senza salti di volume.

E col tempo, nessun rischio di cedimento per gravità, perché il muscolo sostiene la protesi anche quando è di taglia cospicua, mentre con l’alloggiamento retroghiandolare il peso è sorretto solo dalla cute, soggetta a rilasciarsi. Il posizionamento sottomuscolare è sconsigliato per il seno rilasciato e può causare talvolta un dislocamento laterale della protesi durante la contrazione del pettorale.

Per ovviare a questi inconvenienti utilizziamo la nuova tecnica Dual Plane con la quale gli impianti vengono posizionati sotto il pettorale nella parte superiore e sotto la ghiandola inferiormente.

E' possibile personalizzare l'intervento in base alle esigenze della paziente variando il grado di copertura (maggiore o minore) del muscolo pettorale sulla protesi.

Per evitare lo spostamento laterale degli impianti tipico della mastoplastica sottomuscolare, il muscolo viene indebolito delicatamente nella parte inferiore della sua inserzione nello sterno. La forza muscolare non viene compromessa, ma l'aspetto del seno è naturale e il risultato si mantiene negli anni.

Un'altra recente evoluzione tecnica per la mastoplastica additiva è l'inserimento delle protesi mammarie sotto la fascia del muscolo pettorale. In pratica, la tasca viene ricavata in un piano tra la fascia del muscolo e il muscolo stesso. Si tratta cioè di un piano intermedio tra il sottoghiandolare e il sottomuscolare. Questo tipo di intervento permette di dare una copertura solida alla protesi evitando, come con la Dual Plane, gli svantaggi del sottomuscolare completo. Quindi, il nuovo volume ha il sostegno perfetto della mastoplastica additiva retromuscolare, mentre la ghiandola, riadagiata sulla nuova forma, contribuisce a modellare il seno ed, in parte, a sollevarlo come accade nella mastoplastica additiva semplice.

Questi tipi di posizionamento possono essere eseguiti attraverso tutte le incisioni possibili nella mastoplastica (sottomammaria, periareolare o ascellare). La scelta del tipo di intervento deve comunque essere fatta dal chirurgo operatore dopo un'accurata visita e un' attenta valutazione dei vantaggi e svantaggi di ciascuna tecnica rispetto alle aspettative della cliente. La tecnica descritta evita comunque l’effetto "double bubble", cioè il doppio profilo curvo formato da seno nuovo e seno vecchio quando i rispettivi volumi non sono connessi.

La mastoplastica additiva è senz'altro uno degli interventi di chirurgia estetica più richiesti. Dopo avere raggiunto degli ottimi risultati estetici, negli ultimi anni la nostra attenzione si è rivolta anche ad abbreviare la CONVALESCENZA post intervento e a ridurre al minimo il dolore post operatorio per consentire un ritorno alle normali attività in 48/56 ore.

 
E LE CICATRICI?
chirurgia estetica
Le meno visibili sono quelle ascellari (per ovvie ragioni), ma i chirurghi solitamente sconsigliano questa tecnica di incisione: questa via rende difficile l'inserimento delle protesi anatomiche ed è possibile che le protesi inserite si spostino o siano inserite in modo asimmetrico.

Con l'incisione nel bordo dell’areola mammaria si possono avere ottimi risultati e cicatrici poco visibili nella maggior parte dei casi, soprattutto se c' è una marcata differenza di colore tra areola e tessuto circostante.

Infine, l'accesso sottomammario, se il chirurgo è bravo a posizionare la cicatrice esattamente nel solco, produce cicatrici invisibili, particolarmente se si ha la pelle chiara. Questa via è la migliore per inserire le protesi anatomiche senza neanche sfiorare la ghiandola mammaria.

Grazie a queste nuove tecniche ormai perfezionate, privilegiamo risultati naturali ed armonici: il seno risulta naturale alla vista ed al tatto (le mammelle non risultano fredde).
 
PERDERO' LA SENSIBILITA' NEI CAPEZZOLI?
chirurgia estetica
Possono verificarsi modifiche nella sensibilità dei capezzoli dopo l'intervento di impianto della protesi. La sensibilità del seno o dei capezzoli può aumentare o diminuire. la variazione va da nessuna sensibilità a sensibilità intensa che può essere temporanea o permanente.
 
HO PIU' DI 50 ANNI. SONO TROPPO VECCHIA PER AVERE PROTESI MAMMARIE?
chirurgia estetica
Ciò che è importante è una buona salute e non l'età.
 
CHE COSA ACCADE DURANTE LA GRAVIDANZA?
chirurgia estetica
Ogni donna è diversa, quindi i risultati sono diversi sia prima che dopo una gravidanza. I seni si ingrandiranno e saranno sottoposti a tutte le usuali modifiche associate con la gravidanza. La quantità di aumento del seno varia da una donna all'altra e anche la dimensione dellimpatto rappresenterà un fattore da tenere in considerazione.
 
POSSO ALLATTARE?
chirurgia estetica

Molte donne con protesi mammarie allattano i propri figli. Studi recenti indicano che le donne con protesi mammarie, siano esse in gel o riempite di soluzione fisiologica, non presentano livelli di silicone più alti nel latte di quelli delle donne senza protesi mammarie.

Le Protesi mammarie possono però interferire sull'abilità di una donna di allattare. L'incisione nel sito periareolare può influire su tale abilità. Alcune donne sviluppano mastite, infiammazione dei dotti mammari che possono causare anche contrattura capsulare. Una terapia antibiotica non appena i sintomi appaioni potrebbe minimizzare il rischi di tali problemi. Dovete sempre riferire al medico se notate segni di infiammazione.

 
ANESTESIA E DEGENZA
chirurgia estetica
L'intervento di mastoplastica additiva viene eseguito in anestesia generale in anestesia locale con sedazione, l'intervento dura da una a due ore.

Viene eseguito solitamente in day-hospital, oppure se necessario una notte di degenza.
 
CONVALESCENZA
chirurgia estetica
Il giorno dopo l'intervento di mastoplastica, potrete avvertire, soprattutto durante il movimento delle braccia, un senso di tensione al seno, ma questa sensazione migliora rapidamente dopo 48 ore.

Per qualche giorno il seno rimarrà gonfio, teso e presenterà delle ecchimosi. E'  consigliabile prevedere un periodo di 7 giorni di assenza dal lavoro. 

Dopo tre settimane potrete riprendere una modesta attività sportiva, ma evitate per altre tre settimane, esercizi o attività intense. Per tre settimane porterete un particolare reggiseno di tipo sportivo, che vi verrà consigliato. 



 

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