INTRODUZIONE
Il fenomeno della calvizie colpisce sempre più uomini e donne in giovane età.
Con il progredire della calvizie, si accresce l'imbarazzo di non poter più esibire una sana, bella , robusta capigliatura. Oggi la medicina e la chirurgia plastica offrono diverse soluzioni terapeutiche per un veloce e sicuro rinfoltimento del cuoio capelluto. Le cause sono molteplici fattori genetici, ormonali, immunologici. Inoltre hanno un ruolo importante anche lo stress, le condizioni ambientali, le malattie infettive.
La calvizie è un processo che si sviluppa gradualmente seguendo dei passaggi ben determinati uguali per tutti. Può essere classificata seguendo la nota "scala di Hemilton" che suddivide il fenomeno in sette stadi. Con il passare degli anni le soluzioni terapeutiche chirurgiche si sono evolute notevolmente mettendo a disposizione dei pazienti metodiche sempre più efficaci e innovative.
CALVIZIE - DEFINIZIONE
La calvizie (o alopecia) costitutisce un problema complesso che interessa quasi esclusivamente gli uomini i quali, quando si rivolgono al chirurgo estetico, manifestano un atteggiamento compressibilmente esigiente. Essi hanno già sperimentato quasi tutte le cure mediche e non mediche pubblicizzate dai media e, delusi dai risultati, desiderano raggiungere risultati ottimali, naturali e definitivi. Fortunatamente ciò è possibile con l'autotrapianto dei capelli ma è anche molto importante selezionare attentamente i casi da sottoporre a intervento. Ad esempio oggi sono soprattutto i giovani quelli che si rivolgono al chirurgo estetico, e i giovani, molto spesso, più che una vera calvizie presentano solo un iniziale diradamento per il quale l'autotrapianto rappresenta sì una ottima soluzione ma solo se attuata quando la calvizie si è definitivamente stabilizzata.
ANATOMIA DEL CAPELLO
Alcune nozioni di anatomina consentono di capire meglio in che consiste l'autotrapianto dei capelli e soprattutto le ragioni della sua efficacia. il capello è una struttura cornea cilindrica costituita da una porzione libera, chiamata fusto, e da una porzione inserita nel cuoio capelluto costituita dal bulbo.
Attorno al bulbo vi è il follicolo pilifero, di origine epidermica, che è l'organo da cui si sviluppa il capello. Quando si parla di trapianto di capelli ci si riferisce in realtà sempre al trapianto del follicolo pilifero che può contenere al suo interno il capello, ma che solo grazie al suo corretto "attecchimento" assicura il successo dell'autotrapianto.
LE FASI DELLA CRESCITA DEL CAPELLO
La crescita del capello non è però continua ma attraversa varie fasi in rapporto all'attività del follicolo: la fase anagen (o di crescita) che dura da 2 a 6 anni, la fase catagen (o di transizione) della durata di 2 o 3 settimane, nella quale la crescita si arresta, e infine la fse telogen (o fase finale) della durata di 3 o 4 mesi in cui il capello, ormai staccato dalla matrice, rimane nel follicolo in attesa di cadere. La crescita del nuovo capello, che segna la ripresa dell'attività del follicolo (nuova fase anagen), spingerà fuori il capello morto.
LE CAUSE DELLA CALVIZIE
Quanto alle cause della calvizie maschile, oltre a fattori ereditari, cui abbiamo già accennato, dobbiamo considerare come cause determinati anche gli ormoni androgeni e l'età. Gli ormoni androgeni, benchè fattori necessari alla crescita dei peli e dei capelli, paradossalmente stimolano in maniera eccessiva l'attività dei follicoli del cuoio capelluto, specie in regione frontale e al vertice, a tal punto da nticipare la caduta dei capelli. La seborrea, che un tempo era considerata la cusa della calvizie maschile, è anc'essa una conseguenza di questa ipersecrezione ormonale le stimola le ghiandole sebacee, e non è pertanto una diretta responsabile della caduta dei capelli .
Anche l'età ha la sua importanza. La componente ereditaria rimane tuttavia determinante. Sia il padre che la madre, anche se non affetti, possono trasmettere la calvizie ai figli: ovviamente con maggiore frequenza se entrambi ne sono colpiti.
Una caduta di capelli superiore alla norma, a carattere temporaneo, può tuttavia verificarsi nel corso della vita in seguito a vari fattori: uno shock emotivo, uno squilibrio endocrino, una gravidanza, un episodio febbrile, una dieta dimagrante incongrua, un intervento chirurgico o l'uso prolungato di alcuni farmaci (anticoagulanti, psicofarmaci, contraccettivi orali e antiumorali in genere). Sembra che questi fattori rallentino il ritmo di moltiplicazione delle cellule del follico: eliminado la causa, questo ritmo riprende regolarmente e i capelli ricrescono normalmente dopo qualche mese.
Molto utile è infine il tricogramma, cioè l'esame al microscopio di capelli prelevati in diverse zone della testa (fronte, tempia, nuca), per quantificare percentualmente l'entità della caduta dei capelli e lo stadio della calvizie. Questo esame non va confuso con l'analisi tricologica del singolo capello, che per il chirurgo non ha alcun valore pratico.
MINI-MICRO IMPIANTOLOGIA BULBARE RISULTATI NATURALI E PERMANENTI
Il trattamento chirurgico della calvizie consiste nel prelevare una striscia di capelli sani posti solitamente nella nuca del paziente e trapiantarli nella zona calva, cercando di dare la massima naturalezza alla nuova capigliatura (autotrapianto dei capelli)
Il trapianto dei capelli si rende necessario per i soggetti in cui sia hanno forme di caduta dei capelli più o meno accentuate.
I capelli sani trapiantati cresceranno come se fossero nella loro sede originaria e non cadranno mai più.
RISULTATI
La crescita dei capelli trapiantati è immediata, ma bisogna aspettare almeno 3 mesi per vedere affiorare i capelli sulla testa, che però sono ancora sottili, e 6 mesi in tutto per vedere i capelli dello spessore giusto.
Il trapianto di capelli offre oggi risultati ottimi e duraturi.
Le cicatrici sono invisibili sia alla nuca che nella zona del trapianto dei capelli.
E' possibile ripetere il trapianto dei capelli più volte a seconda della necessità.
ANESTESIA E DEGENZA |
 |
Il paziente può eseguire l'intervento di trapianto in anestesia locale rientrando a casa la sera.
Una sedazione è spesso associata dato che la durata del trapianto oscilla tra le 3 e le 5 ore.
CONVALESCENZA |
 |
Al paziente, effettuato il trapianti, non si applica nessuna medicazione.
Alla fine del trapianto si applica uno shampoo per ripristinare rapidamente la normale igiene del cuoio capelluto.
I tempi di cicatrizzazione sono molto rapidi.
Nei giorni successivi all'intervento, grazie alle piccolissime dimensioni dei fori in cui sono stati impiantati gli innesti, sulla superficie del cuoio capelluto si formeranno piccolissime crosticine appena visibili che cadranno spontaneamente in 10-15 giorni.
Il paziente effettuato il trapianto lascia l'ambulatorio senza alcuna fasciatura. Gli innesti attecchiscono in poche ore e il giorno dopo si possono già lavare i capelli. Per 3-4 giorni ci può essere un certo gonfiore della fronte. La persona è quindi subito presentabile. Sopra le microincisioni per circa 2 settimane restano delle piccole crosticine che si staccano da sole con i successivi lavaggi. I punti di sutura nella zona di prelievo cadono da soli e non è necessario rimuoverli.
Il gonfiore è soggettivo: talvolta il paziente può gonfiarsi per 24 ore alla zona palpebrale, altre volte alla fronte, e dopo ancora alle guance. Di solito comunque il gonfiore si riassorbe nel giro di 4 giorni.
Il paziente può quindi organizzare i suoi impegni professionali tenendo conto di una convalescenza di 3 giorni.
I punti alla nuca da dove sono stati presi i capelli sono riassorbibili dunque non è necessario rimuoverli perchè si scioglieranno da soli.
|
|