Socio SICPRE | Società Italiana Chirurgia Plastica Ricostruttiva Estetica

CHIRURGIA PLASTICA | CHIRURGIA ESTETICA | MEDICINA ESTETICA

 
Chirurgo Plastico ed Estetico Dott.ssa Stefania Garbin
 
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REVISIONE DI CICATRICI

 
La sutura, uno dei momenti chiave di un intervento di chirurgia plastica ed estetica (che richiede anche fino al 30 per cento del tempo), è la cucitura mediante la quale il chirurgo riaccosta, uno per uno, i diversi strati della pelle, senza tendere o tirare in modo innaturale i tessuti, per facilitare, durante la cicatrizzazione della ferita, la produzione di quelle sostanze naturali che hanno la funzione di restaurare la continuità cutanea.

Le ferite si chiudono grazie a un processo biologico, costituito da fasi diverse e regolato da meccanismi naturali che consentono ai tessuti lesi di ripararsi: i segni che ne derivano sono le cicatrici.

Ci sono diverse alternative alla correzione chirurgica e rimozione delle cicatrici.

Per esempio, si può ricorrere ad infiltrazioni locali, dermoabrasione o peeling per le cicatrici ipertrofiche; infiltrazioni per le cicatrici depresse; tatuaggio medico, un intervento fastidioso ma non doloroso, per le cicatrici discromiche (che necessitano cioè di essere repigmentate, per esempio in caso di ricostruzione del capezzolo).

Vediamo ora quali sono e come si può intervenire su diversi tipi di cicatrici che creano problemi estetici.
 
ESISTONO DIVERSI TIPI DI CICATRICE?
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Le cicatrici a cerniera, quelle, cioè, in cui si vedono i segni dei punti, possono essere dovute sia a una imprecisione nell’apporli sia al fatto che sono stati tolti imperfettamente.

Se i segni non sono molto larghi, si può intervenire chirurgicamente riavvicinando i bordi cutanei che verranno quindi suturati intradermicamente.

Le cicatrici a scalino, quelle che si presentano in rilievo rispetto al resto della cute, sono il risultato di una sutura non perfetta. Possono essere riparate chirurgicamente e quindi risuturate ma, se di dimensioni ridotte, è possibile trattarle ricorrendo a una dermoabrasione.

Le cicatrici infossate possono essere causate da una sutura troppo tirata o dalla riapertura di una ferita. Vengono corrette prevalentemente con la revisione chirurgica o, in casi determinati, con infiltrazioni di riempitivi materiali (filler).

Le cicatrici ipertrofiche sono le più frequenti e si presentano rosse, dure e in rilievo. Molte volte, con il tempo (in genere è sufficiente un anno), pur restando un po’ più larghe di come apparivano subito dopo la sutura, si appiattiscono e si schiariscono naturalmente. Ma quando procurano prurito o dolore è necessario intervenire con trattamenti locali, pomate o iniezioni.

Ci sono casi in cui si rende necessaria, per problemi estetici, una correzione chirurgica delle cicatrici, vale a dire un rifacimento della sutura, che viene eseguito, per lo più, in anestesia locale.

Ci sono zone più facili (il lobo) alla formazione di cicatrici ipertrofiche. Per esempio la parte posteriore delle spalle, dell’orecchio, il collo, lo sterno.

Il cheloide è una cicatrice che si estende oltre quella che è stata l’incisione, non soltanto nella sua parte visibile ma anche all’interno (e, proprio per questo, la sua denominazione si rifà alle chele dei crostacei), dove prolifera con prolungamenti fibrosi individuabili anche al tatto.

Sintomi soggettivi possono essere il prurito e, in alcuni casi, anche il dolore.

La terapia del cheloide è varia e non di costante risultato: va intrapresa comunque nei primi tempi della sua formazione.

E’ possibile ricorrere a terapie alternative come infiltrazione di cortisonici, compressione e, ultimamente, cerotti al silicone.

Il cheloide ha una spiccata tendenza a recidivare dopo la sua asportazione.
 
CHE COSA PUO' FAR MIGLIORARE UNA CICATRICE?
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Esistono diversi approcci terapeutici nei confronti delle cicatrici; l’importante è non lasciar fare alla cicatrice ciò che vuole, ma cercare di contrastarla e modellarla con gli strumenti adatti. Questi strumenti sono sia medici (speciali massaggi, creme, cerotti, attrezzature elettroniche adatte, eventuali microinfilrazioni di farmaci) che chirurgiche (bisturi, ma molto più spesso e meglio il Laser).
 
LA TERAPIA MEDICA
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Altrettanto importante è la terapia medica che deve essere iniziata appena vengono rimossi gli ultimi punti di sutura.

Uso regolare di creme idonee a casa e applicazione notturna di cerotti specifici che aiutano a modulare la crescita della cicatrice.

In alcuni rari casi, quando la cicatrice dimostra una capacità di crescita esuberante, è indispensabile ricorrere a microinfiltrazioni di prodotti farmacologici. Questi trattamenti, noti come microinfilrazioni, non si eseguono più con dolorosi aghi inseriti dentro la cicatrice stessa, ma in maniera indolore grazie a Dermoject una siringa senza ago, nata per le vaccinazioni dei bambini, che introduce il farmaco vaporizzandolo nel contesto della cicatrice.
 
LA TERAPIA LASER
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Queste due diverse fonti di luce usate sia separatamente che insieme determinano dopo il primo, e spesso unico, trattamento, la riduzione di visibilità dell'inestetismo. Il trattamento dura pochi minuti.

Per anestetico basta una crema applicata per qualche decina di minuti prima, o - solo nei casi di zone molto estese - microinfiltrazioni locali effettuate con Dermoject. Dopo è sufficiente un cerotto e per qualche giorno medicazioni con creme grasse. Da subito si potrà bagnare la zona trattata, fare attività sportive e ritornare a tutte le normali attività sociali. Unica conseguenza sempre presente è l’arrossamento che durerà da pochi giorni a diverse settimane, a seconda del tipo di cicatrice trattata, ma che si potrà nascondere con il normale fondotinta.
 
ANCHE LE CICATRICI DA ACNE POSSONO ESSERE MIGLIORATE
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Oltre ai rimedi elencati sopra, certamente molto utili per migliorare anche le cicatrici da acne, un metodo estremamente efficace è un Peeling Laser effettuato grazie ad un Laser non ablativo. Netti miglioramenti sono visibili già dopo poche applicazioni ambulatoriali da effettuare senza alcun tipo di anestesia e senza effetti collaterali. Si tratta di trattamenti detti della "pausa pranzo", perché subito dopo si potrà tornare alla vita quotidiana.

Questa speciale parte del protocollo per le cicatrici ha trovato grande consenso nel pubblico perché permette di ottenere anche un miglioramento generale della pelle del viso, alla quale ridona la lucentezza, lo spessore e la luminosità della gioventù.
 
DA QUALI FATTORI DIPENDE LA MIGLIORE O MINORE QUALITA' DI CICATRICE?
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La qualità delle cicatrici, sia che si formino per eventi traumatici o in seguito ad interventi chirurgici, dipende in larga parte dal modo in cui la cute di un soggetto tende a guarire e in misura minore dal tipo di evento che ne ha determinato la formazione e dalle precauzioni adottate durante la fase di guarigione.

Le variabili che influenzano la formazione di una cicatrice sono molteplici: in generale, i soggetti con carnagione chiara hanno maggiore probabilità di presentare cicatrici di buona qualità rispetto ai soggetti con carnagione scura (mediterranea). Inoltre in alcune regioni del corpo le cicatrici tendono per costituzione a risultare più evidenti, come ad esempio nella regione toracica, dietro le orecchie e sulle spalle.

Esistono tuttavia delle situazioni in cui la probabilità di formazione di una brutta cicatrice sono indipendenti dalle caratteristiche del soggetto, come nel caso di esiti cicatriziali da ustione di II grado profondo o di III grado o in seguito a traumi complessi.
 
QUALI SONO I TRATTAMENTI MEDICI E CHIRURGICI UTILIZZATI PER CORREGGERE LE CICATRICI?
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I trattamenti medici della cicatrice sono:

Massaggio ripetuto più volte al giorno

Compressione continua (ove questo risulti possibile)

Occlusione con fogli di gel di silicone o pomata con gel di silicone

Iniezione di cortisonici

Dermoabrasione

Trattamenti laser

 

I trattamenti chirurgici della cicatrice consistono nella:

Escissione "intralesionale"

Escissione completa


Il tipo di tecnica chirurgica adottata dallo specialista per migliorare le cicatrici da trattare varia a seconda del tipo di cicatrice, della sua ampiezza e dalla regione corporea interessata.
 
CHE TIPO DI ANESTESIA VIENE PRATICATA?
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L’intervento chirurgico di revisione della cicatrice viene generalmente eseguito in anestesia locale in regime di day hospital ed ha una durata variabile da 30 minuti ad 1h e 30, in relazione alla cicatrice da trattare.
 
QUALE E' IL DECOROSO POST-OPERATORIO?
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Al fine di ottenere il miglior risultato possibile, è importante dopo l’intervento chirurgico di revisione della cicatrice, seguire scrupolosamente tutte le indicazioni che il chirurgo di volta in volta vi darà.

Nel periodo postoperatorio è consigliata l’applicazione di presidi medici a livello della nuova cicatrice durante la sua fase di maturazione al fine di ridurre al minimo la possibilità della formazione di una cicatrice di cattiva qualità.

Le modalità e i tempi di tali trattamenti vi verranno illustrati dallo specialista in occasione dei controlli ambulatoriali.

La ripresa di una normale attività è strettamente dipendente dal tipo di intervento a cui sarete stati sottoposti.

Per semplici revisioni di piccole cicatrici effettuate in anestesia locale, di solito già dal giorno successivo all’intervento si possono riprendere le normali occupazioni quotidiane.
 
CHE TIPO DI RISULTATO SI PUO' OTTENERE CON L'INTERVENTO DI REVISIONE DELLA CICATRICE?
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Il risultato estetico varia dalla risposta del singolo paziente ed è condizionato da diversi fattori (tipo di carnagione, zona del corpo interessata, ecc.).

Il risultato è permanente e sarà definitivamente raggiunto a distanza di circa un anno dall’intervento.
 

 

CHIRURGO ESTETICO DOTT.SSA Stefania GARBIN

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